lunedì 18 agosto 2008
figth club - 15 sapone
Mi giro ed è apparso Tyler.
«L'hai scaricata?» chiede Tyler.
Non un rumore, non un odore, Tyler è apparso così.
«Per prima cosa» dice Tyler, e balza dalla soglia della
cucina a frugare in frigorifero. «Per prima cosa dobbiamo
far squagliare del grasso.»
A proposito del mio capo, dice Tyler, se sono davvero
arrabbiato dovrei andare all'ufficio postale a compilare
un modulo di cambio d'indirizzo e fargli mandare tutta
la posta a Rugby, North Dakota.
Tyler comincia a tirar fuori sacchetti di roba bianca
congelata e li butta nel lavello. Io intanto dovrei mettere
sul fornello un pentolone pieno quasi completamente
di acqua. Troppo poca acqua e il grasso si scurisce e
produce sego.
«Questo grasso» dice Tyler, «ha un mucchio di sale,
perciò più acqua c'è, meglio è.»
Metti il grasso nell'acqua e fai bollire l'acqua.
Tyler spreme nell'acqua la roba bianca dai sacchetti e
poi Tyler seppellisce i sacchetti vuoti in fondo alla pattumiera.
«Usa un po' di immaginazione» dice Tyler. «Ricorda
tutte quelle stronzate da pionieri che ti hanno insegnato
nei boy-scout. Ricorda le tue lezioni di chimica al liceo.»
È dura immaginarsi Tyler nei boy scout.
Un'altra cosa che posso fare, mi dice Tyler, è andare
di notte a casa del mio capo ad attaccare una canna al
rubinetto esterno. Attaccare la canna a una pompa a
mano e sparare nelle tubature di casa sua una bella dose
di tintura industriale. Rosso o blu o verde. Poi, il
giorno dopo, sto a vedere che colore ha il mio capo. Oppure
posso starmene seduto dietro la siepe a pompare a
mano la pompa fino a portare le tubature a una pressione
oltre gli otto chilogrammi per centimetro quadro. In
questo modo quando qualcuno fa scorrere l'acqua del
water, il serbatoio del water salta in aria. A dieci chilogrammi,
se qualcuno apre l'acqua della doccia, la pressione
fa saltare la cipolla, la strappa via dalla filettatura,
barn, la cipolla si trasforma in un proiettile da mortaio.
Tyler dice queste cose solo per farmi star meglio. La
verità è che il mio capo mi va bene così. E poi ora come
ora sono illuminato. Sai, solo comportamento stile
Buddha. Hari Rama, sapete, Krishna, Krishna. Sapete,
Illuminato.
«Non è perché ti ficchi penne nel culo che diventi
una gallina» dice Tyler.
Via via che il grasso si squaglia il sego sale in superficie
nell'acqua che bolle.
Oh, dico io, dunque mi ficco penne su per il culo.
Come se il qui presente Tyler con le bruciature di sigarette
che gli salgono in corteo lungo le braccia fosse
un'anima così evoluta. Il signore e la signora Pulitura
di Culo Umano. Mi calmo la faccia e mi trasformo in
una di quelle persone con la faccia da vacca indù che
vanno al massacro sulla tabella delle compagnie aeree
con la procedura per le emergenze.
Abbasso il fuoco sotto il pentolone.
Mescolo l'acqua che bolle.
Continuerà a salire sego finché l'acqua si sarà ricoperta
di uno strato color madreperla. Uso un cucchiaio
grande per schiumare l'acqua e mettere questo strato
da parte.
Allora, chiedo, come sta Marla?
«Almeno Marla sta cercando di toccare il fondo» dice
Tyler.
Mescolo l'acqua che bolle.
Continua a schiumare finché è finito tutto il sego.
Questo che schiumiamo dall'acqua è sego. Ottimo sego
pulito.
Tyler dice che io non sono nemmeno vicino ad aver
toccato il fondo. E se non precipito completamente non
posso essere salvato. Gesù lo ha fatto con quella sua
storia della crocefissione. Io non dovrei limitarmi ad
abbandonare i soldi, tutti i miei effetti personali e le mie
conoscenze. Questo non è solo un ritiro di fine settimana.
Io dovrei separarmi dall'automiglioramento e dovrei
lanciarmi a capofitto verso il disastro. Non posso
continuare a giocare sul sicuro.
Questo non è un seminario.
«Se ti perdi d'animo prima di aver toccato il fondo»
dice Tyler, «non ce la farai mai davvero.»
Solo dopo il disastro si può risorgere.
«È solo dopo che hai perso tutto» dice Tyler, «che sei
libero di fare qualunque cosa.»
Quello che sento io è illuminazione prematura.
«E continua a mescolare» dice Tyler.
Quando il grasso è bollito abbastanza perché non
venga più sego in superficie, butto via l'acqua. Lavo la
pentola e la riempio di acqua pulita.
Domando, ma mi sto avvicinando a toccare il fondo?
«Dove sei ora» risponde Tyler, «non ti puoi nemmeno
immaginare com'è il fondo.»
Si ripete con il sego schiumato. Si fa bollire il sego nell'acqua.
Si schiuma e si continua a schiumare. «Il grasso
che stiamo usando è pieno di sale» dice Tyler. «Troppo
sale e il sapone non si solidifica.» Fai bollire e schiumi.
Bolli e schiumi.
Marla è tornata.
La seconda Marla apre la controporta. Tyler è andato
via, svanito, scappato dalla stanza, scomparso.
Tyler è salito al piano di sopra o è sceso in cantina.
Puff.
Marla entra dalla porta di servizio con un barattolo
di lisciva in scaglie.
«Al negozio hanno carta igienica riciclata al cento per
cento» annuncia Marla. «Dev'essere il peggior lavoro di
tutto il mondo, riciclare carta igienica.»
Io prendo il barattolo di lisciva e lo poso sul tavolo.
Non dico niente.
«Posso restare qui stanotte?» chiede Marla.
Io non rispondo. Nella testa conto: cinque sillabe, sette,
cinque.
La tigre ride
La serpe ti lusinga
Malo spirito
Marla chiede: «Cosa cuoci?».
Io sono il punto di bollitura di Tizio.
Le dico vai, vattene, via, via. Capito? Non ti sei già
presa una fetta abbastanza grande della mia vita? Marla
mi afferra per la manica e mi immobilizza per il secondo
che le serve per baciarmi sulla guancia. «Chiamami,
ti prego. Ti prego. Dobbiamo parlare.»
Io dico sì, sì, sì, sì, sì.
Appena Marla è fuori, riappare Tyler.
Rapido come un trucco di magia. I miei hanno fatto
questa magia per cinque anni.
Io bollo e schiumo mentre Tyler fa spazio in frigo. Il
vapore divide l'aria in strati e l'acqua gocciola dal soffitto
della cucina. La lampadina da quaranta watt nascosta
in fondo al frigorifero, qualcosa di luminoso che
non mi fa vedere dietro le bottiglie di ketchup vuote e i
barattoli di sottaceti in salamoia o maionese, una qualche
luce minuscola dentro il frigo rischiara il profilo di
Tyler.
Bollo e schiumo. Bollo e schiumo. Metto il sego schiumato
nei cartoni del latte con il lato superiore strappato
da una parte all'altra.
Con una sedia accostata al frigorifero aperto, Tyler
guarda il sego che si raffredda. Nel caldo della cucina
nuvole di nebbia fredda cascano dal fondo del frigo e
riempiono una pozzanghera intorno ai piedi di Tyler.
Io riempio i cartoni del latte con il sego e Tyler li ripone
in frigo.
Mi inginocchio davanti a Tyler davanti al frigo e Tyler
mi prende le mani e me le mostra. La linea della vita.
La linea dell'amore. I monti di Venere e Marte. La
nebbia fredda ci avvolge, la lucina fioca ci illumina la
faccia.
«Ho bisogno che mi fai un altro favore» dice Tyler.
Questa volta c'entra Marla, vero?
«Non le devi parlare mai di me. Non le devi mai parlare
di me alle mie spalle. Me lo giuri?» chiede Tyler.
Io giuro.
«Se mai parli di me con lei, non mi vedi più» dice Tyler.
Io giuro.
«Giuri?»
Io giuro.
«Ora ricorda» dice Tyler, «sono tre volte che me l'hai
giurato.»
Uno strato di qualcosa di denso e trasparente si va
formando sopra al sego in frigorifero.
Il sego, gli dico, si sta separando.
«Non temere» dice Tyler. «Lo strato trasparente è glicerina.
Puoi rimescolarci la glicerina, quando fai il sapone.
Oppure puoi tirarla via.»
Tyler si passa la lingua sulle labbra e mi rigira le mani
a palmi in giù sulla sua coscia, su un lembo di flanella
appiccicosa della sua vestaglia.
«Puoi mescolare la glicerina con l'acido nitrico per
fare nitroglicerina» dice Tyler.
Io respiro con la bocca aperta e dico: nitroglicerina.
Tyler si fa le labbra bagnate e luccicanti con la lingua
e mi bacia il dorso della mano.
«Puoi mescolare la nitroglicerina con nitrato di sodio
e segatura per fabbricare dinamite» dice Tyler.
Il suo bacio luccica di bagnato sul dorso della mia
mano bianca.
Dinamite, dico io e mi siedo sui talloni.
Tyler scalza il coperchio del barattolo di lisciva.
«Puoi far saltare in aria i ponti» dice Tyler.
«Puoi mescolare la nitroglicerina con altro acido nitrico
e paraffina e fare gelatina esplosiva» dice Tyler.
«Puoi far saltare un palazzo» dice Tyler. «Come
niente.»
Tyler inclina il barattolo di lisciva a un paio di dita
dal bagnato luccicante del suo bacio sul dorso della mia
mano.
«Questa è una bruciatura chimica» dice Tyler, «e farà
un male da cani come non hai mai provato. Peggio di
un tizzone.»
Il suo bacio luccica sul dorso della mia mano.
«Ti resterà una cicatrice» dice Tyler.
«Se hai abbastanza sapone» dice Tyler, «puoi far saltare
in aria il mondo intero. Ora ricorda il tuo giuramento.
»
E Tyler versa la lisciva.
La saliva di Tyler ha avuto due effetti. L'umidità del bacio
sul dorso della mia mano ha trattenuto le scaglie di
lisciva mentre bruciavano. Questo è stato il primo effetto.
Il secondo è stato che la lisciva brucia solo se combinata
con l'acqua. O con la saliva.
«Questa è una bruciatura chimica» ha detto Tyler, «e
farà un male da cani come non hai mai provato.»
Si può usare lisciva per aprire tubature ostruite.
Chiudi gli occhi.
Un impasto di lisciva e acqua può aprire un buco in
una padella di alluminio.
Una soluzione di lisciva e acqua è capace di dissolvere
un cucchiaio di legno.
Combinata con l'acqua, la lisciva sfiora i cento gradi
e riscaldandosi mi brucia il dorso della mano e Tyler mi
posa le dita sulle dita, le nostre mani aperte sui miei
calzoni sporchi di sangue, e Tyler dice di prestare attenzione
perché questo è il momento più importante della
mia vita.
«Perché tutto quello che è stato finora è una storia»
dice Tyler, «e tutto quello che ci sarà dopo è una storia.»
Questo è il momento più importante della nostra vita.
La lisciva che mi si è appiccicata nella forma esatta
del bacio di Tyler è un falò o un ferro da marchiatura o
una fusione di nucleo atomico sulla mia mano alla fine
di una lunga, lunga strada che mi immagino a miglia
da me. Tyler mi dice di tornare indietro e stare con lui.
La mia mano se ne va, minuscola e all'orizzonte in fondo
alla strada.
Guarda il fuoco che continua a bruciare, solo che
adesso è oltre l'orizzonte. Un tramonto.
«Torna al dolore» dice Tyler.
Questo è il tipo di meditazione guidata che usano ai
gruppi di sostegno.
Non pensare nemmeno alla parola dolore.
Se la meditazione guidata funziona per il cancro, può
funzionare per questo.
«Guardati la mano» dice Tyler.
Non guardarti la mano.
Non pensare alla parola ustione o carne o pelle o bruciore.
Non ascoltarti piangere.
Meditazione guidata.
Sei in Manda. Chiudi gli occhi.
Sei in Manda l'estate dopo che hai lasciato l'università
e stai bevendo in un pub vicino al castello dove giorno
dopo giorno i torpedoni sfornano truppe di turisti inglesi
e americani venuti a baciare la Pietra di Blarney.
«Non estraniarti» dice Tyler, «il sapone e il sacrificio
umano vanno a braccetto.»
Lasci il pub in un torrente di uomini, camminando
nell'imperlato e bagnato silenzio veicolare di strade dove
è appena piovuto. È notte. Finché arrivi al castello
della Pietra di Blarney.
I pavimenti del castello sono marciti e tu sali gli scalini
di roccia con il nero che si fa sempre più fitto di qua e
di là a ogni alzata. Tutti ammutoliscono nell'ascesa e
nella tradizione di questo piccolo atto di ribellione.
«Ascoltami» dice Tyler. «Apri gli occhi.»
«Nella storia antica» dice Tyler, «i sacrifici umani venivano
celebrati su una collina sopra un fiume. Migliaia
di persone. Ascoltami. Si facevano i sacrifici e i
corpi venivano cremati su una pira.
«Puoi piangere» dice Tyler. «Puoi andare al lavandino
a farti correre acqua sulla mano, ma prima devi sapere
che sei stupido e che morirai. Guardami.
«Un giorno» dice Tyler, «tu morirai e finché non saprai
questo, per me sei inutile.»
Sei in Irlanda.
«Puoi piangere» dice Tyler, «ma ogni lacrima che cadrà
nei fiocchi di lisciva sulla tua pelle ti lascerà l'ustione
di una bruciatura.»
Meditazione guidata. Sei in Irlanda l'estate dopo che
hai lasciato il college e forse è qui dove per la prima volta
hai desiderato l'anarchia. Anni prima di conoscere Tyler
Durden, prima di aver pisciato per la prima volta nella
crème anglaise, hai appreso piccoli atti di ribellione.
In Irlanda.
Sei su una piattaforma in cima alle scale in un castello.
«Puoi usare l'aceto» dice Tyler «per neutralizzare la
bruciatura, ma prima devi arrenderti.»
Dopo che centinaia di persone sono state sacrificate e
cremate, dice Tyler, dall'altare è scivolato fuori un efflusso
denso e bianco che è sceso verso il fiume.
Prima devi toccare il fondo.
Sei su una piattaforma in un castello d'Irlanda in
un'oscurità senza fondo tutt'attorno ai bordi della piattaforma
e davanti a te, a un braccio di buio di distanza,
c'è una parete di pietra.
«La pioggia» dice Tyler «è caduta anno dopo anno
sulla pira bruciata e anno dopo anno si bruciavano persone
e la pioggia filtrava attraverso le ceneri del legno
per diventare una soluzione di lisciva e la lisciva si
combinava con il grasso disciolto dei sacrifici e un efflusso
denso e bianco di sapone è fuoriuscito dalla base
dell'altare ed è sceso verso il fiume.»
E gli uomini irlandesi intorno a te con il loro piccolo
atto di ribellione nell'oscurità, si avvicinano al bordo
della piattaforma e si fermano sul bordo del buio senza
fondo e pisciano.
E gli uomini dicono avanti, piscia la tua speciale piscia
americana sontuosa e gialla di troppe vitamine.
Sontuosa e cara e buttata via.
«Questo è il momento più importante della tua vita»
dice Tyler, «e tu te ne sei andato altrove e te lo stai perdendo.
»
Sei in Manda.
Oh, e sei lì che lo fai. Oh, sì. Sì. E senti l'odore dell'ammoniaca
e della dose quotidiana di complesso B.
Dove il sapone è caduto nel fiume, dice Tyler, dopo
mille anni di gente uccisa e pioggia, gli antichi hanno
trovato che i loro vestiti erano più puliti se li lavavano
proprio lì.
Sto pisciando sulla Pietra di Blarney.
«Cazzo» dice Tyler.
Sto pisciando dentro i miei calzoni neri con le macchie
di sangue rappreso che stomacano il mio capo.
Sei in una casa in affitto in Paper Street.
«Questo significa qualcosa» dice Tyler.
«Questo è un segno» dice Tyler. Tyler è pieno di
informazioni utili. Nelle culture prive di sapone, dice
Tyler, usavano la propria orina e l'orina dei loro cani
per lavare i vestiti e i capelli per via dell'acido urico e
dell'ammoniaca.
C'è odore di aceto e il fuoco sulla mano in fondo alla
lunga strada si spegne. C'è il fuoco della lisciva che ti
brucia la cavità biforcuta del naso e l'odore di vomito
ospedaliere di piscia e aceto.
«Era giusto uccidere rutta quella gente» dice Tyler.
Hai il dorso della mano rosso e gonfio e lucido come
un paio di labbra nella forma precisa del bacio di Tyler.
Sparse intorno al bacio ci sono le bruciature del pianto
di qualcuno.
«Apri gli occhi» dice Tyler e la sua faccia è luccicante
di lacrime. «Congratulazioni» dice Tyler. «Ti sei avvicinato
di un passo al fondo.
«Devi vedere» dice Tyler, «come si è fabbricato il primo
sapone usando eroi.»
Pensa agli animali usati per testare chissà quali prodotti.
Pensa alle scimmie sparate nello spazio.
«Senza la loro morte, il loro dolore, senza il loro sacrificio» dice Tyler, «noi non saremmo niente.»
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