lunedì 18 agosto 2008
figth club - 11 marla
Una mattina galleggia nel water la medusa morta di un
preservativo usato.
È così che Tyler conosce Marla.
Mi alzo per andare a pisciare e lì contro quella sorta di
affreschi preistorici di sudiciume nella tazza del water lo
trovi. Ti viene da chiederti che cosa pensa lo sperma.
Questa?
Questa sarebbe la cavità vaginale?
Che succede qui?
Per tutta notte non ho fatto che sognare che mi sbattevo
Marla Singer. Marla Singer che stava sotto di me.
Marla Singer che alzava gli occhi al soffitto. Mi sono
svegliato da solo nel mio letto e la porta della stanza di
Tyler era chiusa. La porta della stanza di Tyler non è
mai chiusa. Tutta notte non ha fatto che piovere. Le assicelle
del tetto si scartocciano, si storcono, si arricciano,
e la pioggia passa attraverso e si raccoglie nell'intonaco
del soffitto e gocciola dall'impianto elettrico.
Quando piove dobbiamo togliere i fusibili. Non hai il
coraggio di accendere le luci. La casa di Tyler ha tre piani
e una cantina. Giriamo con le candele. Ci sono dispense
e verande chiuse e finestre colorate sul pianerottolo.
In salotto ci sono bovindi con sedili sotto i vetri.
Gli zoccoli sono intagliati e verniciati e alti quarantacinque
centimetri.
La pioggia cola per la casa e tutto quello che c'è di legno
si gonfia o si ritira e i chiodi in tutto ciò che è di legno,
i pavimenti e gli zoccoli e gli infissi, i chiodi spuntano
fuori e arrugginiscono.
Dappertutto ci sono chiodi arrugginiti sui quali mettere
un piede o impigliare un gomito e c'è un bagno solo
per le sette camere da letto e adesso in bagno c'è un
preservativo usato.
La casa è in attesa di qualcosa, una modifica al piano
regolatore o l'omologazione di un testamento, poi verrà
abbattuta. Ho chiesto a Tyler da quanto tempo era lì e
mi ha risposto circa sei settimane. Prima dell'alba dei
tempi c'era un proprietario che aveva raccolto per tutta
la vita cataste di "National Geographic" e "Reader's Digest".
Alte cataste vacillanti di riviste che crescono a
ogni pioggia. Tyler dice che l'ultimo inquilino ripiegava
le pagine patinate delle riviste per farne buste per cocaina.
Non c'è più la serratura sulla porta d'ingresso da
quando ha fatto irruzione la polizia o chi altro. Sulle pareti
della sala da pranzo ci sono nove strati di carta da
parati che si gonfiano, fiori sotto strisce sotto fiori sotto
uccelli sotto tela di ramiè.
I nostri soli vicini sono un'officina meccanica chiusa
e dall'altra parte della strada un capannone lungo un
isolato. In casa c'è un ripostiglio pieno di rulli lunghi
due metri per arrotolarci le tovaglie di damasco così
non hanno mai pieghe. C'è un guardaroba refrigerato
per pellicce rivestito di pannelli di cedro. Le piastrelle
del bagno sono dipinte a fiorellini che nemmeno un
servizio di porcellana da regalo di nozze ce li ha così
belli e nella tazza del water c'è un preservativo usato.
Vivo da Tyler da un mesetto.
Tyler viene a fare colazione con il collo e il petto costellati
di succhiotti e io sto leggendo un vecchio numero
del "Reader's Digest". Questa è la casa perfetta per
trafficare droga. Non ci sono vicini. Non c'è niente in
Paper Street a parte i capannoni e la cartiera. L'odore di
scoreggia del vapore della cartiera e l'odore da gabbia
di criceti dei trucioli in piramidi arancione intorno alla
cartiera. Questa è la casa perfetta per trafficare droga
perché ogni giorno per Paper Street c'è un andirivieni
di un fantastilione di camion, ma di notte io e Tyler siamo
soli per mezzo miglio in tutte le direzioni.
Ho trovato pile e pile di "Reader's Digest" in cantina
e ora c'è una pila di "Reader's Digest" in ogni stanza.
Vita in questi Stati Uniti.
Il rìso è la medicina migliore.
Le pile di riviste sono più o meno i soli mobili d'arredamento.
Nelle riviste più vecchie ci sono una serie di artìcoli
dove gli organi del corpo umano parlano di se stessi in
prima persona: salve, io sono l'utero di Tizia.
Salve, io sono la prostata di Tizio.
Senza scherzi. E Tyler viene al tavolo della cucina con
i suoi succhiotti e senza camicia e dice bla, bla, bla, bla,
bla, ieri sera ha conosciuto Marla Singer e hanno fatto
sesso.
A sentirlo io sono in tutto e per tutto la cistifellea di
Tizio. Tutto questo è colpa mia. Certe volte fai una cosa
e finisci fottuto. Certe volte sono le cose che non fai e finisci
fottuto.
Ieri sera ho chiamato Marla. Abbiamo elaborato un
sistema così se io voglio andare a un gruppo di sostegno
posso chiamare Marla e sentire se ha intenzione di
andarci lei. Ieri sera era il melanoma e io mi sentivo un
po' giù.
Marla vive al Regent Hotel, che non è altro che mat-
toni marrone cementati dalla sudiceria, dove tutti i materassi
sono sigillati in scivolose buste di plastica, così
sono molti quelli che vanno lì a morire. Ti siedi su un
qualsiasi letto dalla parte sbagliata e finisci dritto per
terra tu, lenzuola e coperta.
Ho chiamato Marla al Regent Hotel per sapere se andava
al melanoma.
Marla ha risposto al rallentatore. Non era un suicidio
di quelli veri, ha detto Marla, era probabilmente solo
del genere invocazioni d'aiuto, ma aveva preso troppe
pillole di Xanax.
Immaginatevi andare al Regent Hotel a guardare
Marla che si sbatte per la sua brutta camera dicendo:
sto morendo. Muoio. Muoio. Sto morendo. Mo-rendo.
Muoio.
Roba da andare avanti per ore.
Dunque non esci questa sera, giusto?
Stava facendo il suo pezzo forte della morente, mi ha
detto Marla. Dovevo sbrigarmi se volevo assistere.
Grazie comunque, ho risposto, ma ho altri piani.
Fa lo stesso, ha detto Marla, posso morire anche
guardando la tele. Marla si augurava solo che ci fosse
qualcosa da vedere.
E io sono corso al melanoma. Sono arrivato a casa
presto. Ho dormito.
E ora, mentre faccio colazione la mattina dopo, Tyler
è seduto davanti a me tutto coperto di succhiotti e dice
che Marla è tutta storta, ma che a lui va un sacco.
Dopo il melanoma di ieri sera sono tornato a casa e
mi sono messo a letto e ho dormito. E ho sognato che
sbattevo, sbattevo, mi sbattevo Marla Singer.
E questa mattina mentre ascolto Tyler faccio finta di
leggere il "Reader's Digest". Una tutta storta, potevo
dirtelo anch'io. "Reader's Digest". Barzellette in uniforme.
Io sono lo scatenato dotto biliare di Tizio.
Le cose che gli ha raccontato ieri sera Marla, dice Tyler.
Nessuna ragazza gli aveva mai parlato in quel modo.
Io sono i denti digrignanti di Tizio.
Io sono le narici infocate di Tizio.
Dopo che Tyler e Marla hanno fatto sesso una decina
di volte, dice Tyler, Marla ha detto che voleva restare
incinta. Marla ha detto che voleva abortire il concepito
di Tyler.
Io sono le nocche sbiancate di Tizio.
Come poteva Tyler non cascarci? L'altra sera Tyler è
rimasto sveglio da solo a infilare organi sessuali in
Biancaneve.
Come potrei competere per guadagnarmi l'attenzione
di Tyler?
Io sono il furente, rancoroso senso di rigetto di Tizio.
Mi rode più di tutto che è colpa mia. Dopo che ieri
sera sono andato a dormire, Tyler mi dice che è rincasato
dal suo turno da cameriere di banchetti e Marla ha
chiamato di nuovo dal Regent Hotel. Ci sono, ha annunciato
Marla. Il tunnel, la luce della porta giù per il
tunnel. Era un'esperienza così fantastica che Marla voleva
che la sentissi descrivere il momento in cui si sollevava
dal suo corpo per ascendere.
Marla non sapeva se il suo spirito era in grado di
usare il telefono, ma voleva che qualcuno almeno udisse
il suo ultimo respiro.
No, ma no, Tyler risponde al telefono e fraintende la
situazione.
Non si sono mai conosciuti così Tyler pensa che sia
un male che Marla stia per morire.
Non è affatto così.
Non sono affari di Tyler, ma Tyler chiama la polizia e
Tyler corre al Regent Hotel.
Ora, secondo l'antico costume cinese che tutti noi apprendiamo
dalla televisione, Tyler è responsabile di
Marla per sempre, perché Tyler ha salvato la vita di
Marla.
Se io avessi sprecato solo un paio di minuti e fossi andato
a guardare Marla morire niente di tutto questo sarebbe
accaduto.
Tyler mi dice come Marla vive nella stanza 8G all'ultimo
piano del Regent Hotel, otto rampe di scale e un
corridoio rumoroso di risate televisive registrate che
passano attraverso gli usci. Ogni due secondi o tre c'è
un'attrice che strilla o un attore che muore rantolando
in una scarica di pallottole. Tyler arriva in fondo al corridoio
e prima ancora di bussare un braccio bianco
bianco sottile sottile si fionda fuori della porta della
stanza 8G, lo afferra per il polso e lo trascina dentro.
Io mi inabisso in un "Reader's Digest".
Marla sta ancora trascinando Tyler nella sua camera,
che Tyler già sente lo stridere dei freni e le sirene che si
radunano davanti al Regent Hotel. Sul comò c'è un dildo
fabbricato con la stessa rosea plastica cedevole di un
milione di Barbie e per un momento Tyler s'immagina
milioni di bambolotti e Barbie e dildo che si rovesciano
dalla stessa catena di montaggio a Taiwan.
Marla guarda Tyler che guarda il suo dildo e alza gli
occhi al soffitto e dice: «Non aver paura, non è una minaccia
per te».
Marla respinge Tyler sul pianerottolo e dice che le dispiace,
lui non avrebbe dovuto chiamare la polizia e
probabilmente è già lì, nell'atrio.
Sul pianerottolo Marla chiude a chiave la porta
dell'SG e spinge Tyler verso le scale. Sulle scale Tyler e
Marla si addossano al muro mentre arrivano alla carica
poliziotti e lettighieri, chiedono qual è la porta dell'SG.
Marla dice che è la porta in fondo al corridoio.
Marla grida alla polizia che la ragazza che abitava
all'SG una volta era così carina e simpatica, ma che
quella ragazza è un mostro una strega un mostro. Quella
ragazza è feccia umana infetta ed è confusa e ha paura
di impegnarsi in qualcosa di sbagliato così non si impegna
in niente.
«La ragazza dell'SG non ha fiducia in se stessa» grida
Marla, «e ha paura che invecchiando avrà sempre meno
alternative.»
Marla grida: «Buona fortuna».
I poliziotti si ammucchiano sulla porta chiusa a chiave
e Marla e Tyler corrono giù. Alle loro spalle un poliziotto
sta gridando alla porta:
«Lasci che l'aiutiamo! Signorina Singer, lei ha tutte le
ragioni di questo mondo per vivere! Facci entrare, Marla,
e ti aiuteremo a risolvere i tuoi problemi!»
Marla e Tyler sbucano di corsa in strada. Tyler fa salire
Marla su un taxi e in cima all'albergo, all'ottavo piano,
vede ombre che si muovono dietro le finestre della
stanza di Marla.
In autostrada con tutte le luci e le altre macchine, sei
corsie di traffico che sfreccia verso il punto di fuga,
Marla dice a Tyler che deve tenerla sveglia tutta notte.
Se dovesse addormentarsi, morirebbe.
Molte persone vogliono Marla morta, dice lei a Tyler.
Queste persone sono già morte e dall'altra parte e di
notte la chiamano al telefono. Marla va in qualche bar e
sente il barista che la chiama per nome e quando va a
rispondere al telefono, la comunicazione non c'è.
Tyler e Marla. Sono rimasti su quasi tutta la notte nella
camera di fianco alla mia. Quando Tyler si è svegliato,
Marla era tornata al Regent Hotel.
Dico a Tyler che Marla Singer non ha bisogno di un
amante, lei ha bisogno di un assistente sociale.
Tyler dice: «Non parlarmi di amore».
Per farla breve, ora Marla si è disposta a guastare
un'altra parte della mia vita. È dai tempi dell'università
che mi faccio degli amici. Loro si sposano. Io perdo gli
amici.
Benissimo.
Bene, dico.
Tyler mi chiede se per me è un problema.
Io sono le budella annodate di Tizio.
No, dico io, tutto a posto.
Puntami una pistola alla testa e pittura le pareti con
le mie cervella
Strepitoso, dico io. Davvero.
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