lunedì 18 agosto 2008

figth club - 05 work




Ti svegli all'Air Harbor International.
A ogni decollo e atterraggio, quando l'aereo s'inclinava
troppo, speravo nello schianto. Quel momento
guarisce la mia insonnia con la narcolessia quando potremmo
morire impotenti come tabacco umano impacchettato
nella fusoliera.
È così che ho conosciuto Tyler Durden.
Ti svegli all'O'Hare.
Ti svegli al LaGuardia.
Ti svegli al Logan.
Tyler lavorava come proiezionista part-time. Per via
della sua natura, Tyler poteva solo fare mestieri notturni.
Se un proiezionista si ammalava, il sindacato chiamava
Tyler.
Certa gente è nottambula. Altra gente è diurna. Io
potrei solo lavorare di giorno.
Ti svegli al Dulles.
Le assicurazioni pagano un'indennità tripla se muori
durante un viaggio d'affari. Speravo nell'effetto vortice.
Speravo nei pellicani risucchiati nelle turbine e serraggi
difettosi e ghiaccio sulle ali. Al decollo, con l'aereo
lanciato per la pista e gli alettoni all'insù, con gli
schienali nella posizione di massima verticalità e i vas-
soi richiusi e tutto il bagaglio personale nei comparti
superiori, all'avvicinarsi della fine della pista, nel momento
di assoluto divieto di fumare, speravo in uno
schianto.
Ti svegli al Love Field.
In una cabina di proiezione se il cinema era vecchio
abbastanza Tyler faceva il cambio. Dove c'è da fare il
cambio, in cabina ci sono due proiettori e uno è in funzione.
Questo lo so perché lo sa Tyler.
Il secondo proiettore è pronto con la prossima pizza
di film. Quasi tutti i film sono costituiti da sei o sette
piccole bobine di pellicola da proiettare in un certo ordine.
Nei cinema più nuovi appiccicano insieme tutte le
pellicole in un pizzone. Così non c'è da dover manovrare
due proiettori e fare i cambi, andare avanti e indietro,
pizza uno, cambio, pizza due sull'altro proiettore,
cambio, pizza tre sul primo proiettore.
Cambio.
Ti svegli al SeaTac.
Studio le persone sulla tabella plastificata. Una donna
galleggia nell'oceano con i capelli castani sparsi intorno
alla testa e il cuscino del sedile stretto al petto. Gli
occhi sono spalancati, ma non è né sorridente né crucciata.
In un'altra immagine, delle persone calme come
vacche indù si allungano dai loro posti a prendere le
maschere di ossigeno che sono balzate fuori dal soffitto.
Dev'essere un'emergenza.
Oh.
Abbiamo perso pressione.
Oh.
Ti svegli e sei al Willow Run.

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