lunedì 18 agosto 2008
figth club - 03 bob
Le grosse braccia di Bob erano chiuse a tenermi dentro
e io ero spremuto nel buio fra le nuove tette sudate di
Bob, giganteschi ciondoli, grandi come immagineremmo
quelle di Dio. In giro per lo scantinato della chiesa
pieno di uomini ci incontriamo ogni sera: questo è Art,
questo è Paul, questo è Bob; le spalle larghe di Bob mi
fanno pensare all'orizzonte. I folti capelli biondi di Bob
erano quelli che ti ritrovi quando il gel si fa chiamare
schiuma modellante, così folti e biondi e la scriminatura
così dritta.
Con le braccia che mi avvolgono, la mano di Bob mi
accarezza la testa contro le nuove tette che gli sono
sbocciate sul torace.
«Andrà tutto bene» dice Bob. «Piangi, piangi.»
Dalle ginocchia alla fronte sento le reazioni chimiche
che dentro Bob bruciano alimenti e ossigeno.
«Forse l'hanno tirato via tutto in tempo» dice Bob
«Forse è solo un seminoma. Con un seminoma si ha
una probabilità di sopravvivenza che è quasi del cento
per cento.»
Le spalle di Bob si risucchiano in una lunga boccata,
poi mollano, mollano, mollano in singulti. Si risucchiano.
Mollano, mollano, mollano.
Sono due anni che vengo qui tutte le settimane e tutte
le settimane Bob mi avviluppa nelle sue braccia e io
piango.
«Piangi» dice Bob e inala e sin, sin, singhiozza. «Coraggio,
piangi.»
Il faccione bagnato mi si siede sulla testa e io mi ci
perdo dentro. È adesso che mi metto a piangere. Piangere
è facile nel buio soffocante, chiuso dentro qualcun
altro, quando vedi che tutto quello che riuscirai mai a
combinare finirà in spazzatura.
Tutto quello di cui potrai mai andare fiero finirà buttato
via.
E io sono perso dentro.
È quanto di più vicino sono arrivato a dormire in
quasi una settimana.
È così che ho conosciuto Marla Singer.
Bob piange perché sei mesi fa gli hanno tirato via i testicoli.
Poi terapia di reintegrazione ormonale. Bob ha
le tette perché il suo tasso di testosterone è troppo alto.
Alzi troppo il livello di testosterone e il tuo corpo aumenta
gli estrogeni per ritrovare un equilibrio.
Questo è il momento in cui piango io perché ora come
ora la tua vita si riduce a nulla e nemmeno nulla, all'oblio.
Troppi estrogeni e ti vengono zinne da femmina.
Facile piangere quando ti rendi conto che tutte le persone
che ami o ti respingono o vanno all'altro mondo.
Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la
percentuale di sopravvivenza precipita a zero.
Bob mi vuole bene perché crede che anche a me abbiano
tolto i testicoli.
Intorno a noi, nello scantinato della Trinity Episcopal
con i divani a scacchi da quattro soldi, ci saranno
una ventina di uomini e una sola donna, tutti avvinghiati
a due a due, quasi tutti in lacrime. Certe coppie
sono curve in avanti, le teste schiacciate orecchio a
orecchio, come fanno i lottatori, ingrippati. L'uomo in
compagnia dell'unica donna le pianta i gomiti sulle
spalle, un gomito per parte ai lati della testa, la testa
di lei tra le mani di lui, e la faccia di lui che piange
contro il collo di lei. Il volto della donna si storce da
una parte.
Io sbircio da sotto l'ascella di Big Bob.
«Per tutta la vita» piange Bob. «Perché sto a sbattermi,
non lo so.»
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